Intervista a Sara di Quetzal: il cioccolato non è tutto uguale!

Cari amici,

oggi inauguriamo una nuova rubrica in cui i produttori etici che abbiamo selezionato e stiamo selezionando nel lungo ma entusiasmante lavoro di organizzazione del nostro Ethical Marketplace, potranno raccontare la loro attività e la storia dei loro prodotti.

Perché non iniziare da uno dei prodotti più popolari e gustosi... il cioccolato? Vi siete mai chiesti da dove viene il cacao?

Cari amici,

oggi inauguriamo una nuova rubrica in cui i produttori etici che abbiamo selezionato e stiamo selezionando nel lungo ma entusiasmante lavoro di organizzazione del nostro Ethical Marketplace, potranno raccontare la loro attività e la storia dei loro prodotti.

Perché non iniziare da uno dei prodotti più popolari e gustosi... il cioccolato? Vi siete mai chiesti da dove viene il cacao?

Abbiamo cercato di sapere qualcosa in più del cioccolato Quetzal, in questa intervista con Sara Ongaro della omonima cooperativa.

Ciao Sara, sappiamo che la Coop Quetzal è impegnata non solo nella produzione ma soprattutto nella diffusione di consapevolezza sul "cioccolato etico", quando è iniziata la vostra avventura? Perché il nome Quetzal?

L'avventura della cooperativa Quetzal a Modica è iniziata nel 1995 con una bottega di commercio equo e solidale, tante bancarelle, interventi nelle scuole e presso associazioni del territorio, parlando di economia internazionale, consumo critico, nuovi stili di vita.

Siamo nati legati ad una associazione di tessitrici Maya Ixil del Guatemala, presso cui alcuni di noi andarono in visita e per questo la scelta del Quetzal, un pappagallino simbolo del Guatemala e anche della libertà, perché messo in gabbia muore.

Al cioccolato arriviamo qualche anno più tardi grazie ad un viaggio di turismo responsabile con visita di una cooperativa in Ecuador che produce cacao e cioccolato. Nasce l'idea di importarlo in Sicilia per venderlo ai clienti modicani che tuttora, come dal 1600, si producono in casa la cioccolata. Da lì il progetto ha preso un po' il volo e nel 2004 abbiamo aperto il nostro laboratorio (di cui quest'anno abbiamo finito di pagare il mutuo d'acquisto con Banca Etica!) dove produciamo solo cioccolato di Modica in 20 diversi gusti.

In cosa il cioccolato etico si differenzia da quello che solitamente si trova nella grande distribuzione di produttori e marchi tradizionali?

In un cioccolato di commercio equo e solidale si ha la garanzia che non sia contenuto cacao né altri ingredienti prodotti in condizioni di sfruttamento o di lavoro sottopagato. Essendo il settore del cacao l'unico in cui al momento sia documentato dettagliatamente la forte presenza addirittura di lavoro minorile schiavizzato in particolare in Costa d'Avorio, è una garanzia particolarmente importante! Il cioccolato industriale poi...è sempre un prodotto industriale: è fatto in migliaia di pezzi all'ora, contiene sostanze non sempre conosciute e raccomandabili (vari addittivi), nella quasi totalità dei casi non c'è tracciabilità neanche per gli ingredienti fondamentali che lo compongono.

Proprio in questi giorni l'International Labour Rights Forum è impegnato in una campagna che prevede anche una raccolta firme contro la schiavitù di bambini che purtroppo sono spesso impiegati nelle piantagioni di cacao. La Costa d'Avorio sembra uno tra i Paesi più critici in questo senso, Quetzal usa cacao di questa provenienza? Se si, quali programmi di controllo di filiera avete attivato?

La documentazione sul lavoro schiavo in Costa d'Avorio è stata prodotta dalla ONG Save the children all'inizio degli anni 2000 e nuovamente testimoniata anche nei documentari di Miki Mistrati "The dark side of chocolate" (2010) e "Shady chocolate" (2012) dove si vedono immagini e interviste a bambini "trafficati" dai paesi vicini e venduti per essere impiegati nei campi di cacao. A seguito di queste denunce internazionali era stato addirittura coinvolto il Congresso degli Stati Uniti e firmato un Protocollo che aveva coinvolto le 5 grandi multinazionali che controllano il 70% del mercato del cacao (Nestlè, Cargill, Mars, Cadbury, Hersley) a impegnarsi a garantire, da una certa data, l'assenza di lavoro schiavo. Ma nulla è cambiato. Quindi ben venga qualsiasi campagna che punti l'attenzione sul problema!

Quetzal usa solo materie prime di commercio equo, cioè prodotte da cooperative sottoposte a verifiche e controlli sugli standards del lavoro (orari, pagamenti, trattamento di donne e bambini, sicurezza) e dell'ambiente, oltre ad essere biologiche. La maggior parte dei nostri fornitori sono cooperative che forniscono anche CTM Altromercato, la più grande organizzazione italiana di commercio equo che si appoggia al Comitato progetti, organismo di verifica dei produttori che ne garantisce la rispondenza agli standard etici del commercio equo. Oppure sono cooperative appartenenti al registro FLO (Fairtrade Labelling Organization) che a livello internazionale garantisce gli stessi criteri.


Sfatiamo un falso mito? Non è vero che il cioccolato "tradizionale" è più buono perché più raffinato perché...

Sono cioccolati diversi per lavorazione e per ingredienti: un cioccolato "normale", quello a cui oggi siamo abituati e che forse tu chiami "tradizionale", è buono se buone sono le materie prime, se alta è la cura della lavorazione (lungo concaggio). Io aggiungo che sarebbe importante avere la tracciabilità delle materie prime, sapere da dove arriva il cacao, che la filiera sia il più possibile controllata (quasi nessuno ormai fa la lavorazione dalle fave di cacao al prodotto finito: vengono usati semi-lavorati industriali che il cioccolatiere scioglie a suo piacimento).

Con il cioccolato di Modica invece si fa esperienza della preistoria del cioccolato, indietro alla ricetta originaria o molto vicina a quella che crearono Maya e Aztechi inventori del cioccolato nella Mesoamerica di vari secoli prima di Cristo: un cioccolato semplicissimo e salutare, sicuramente interessante per chi ha intolleranze varie (è senza lattosio, senza glutine, senza lecitina di soia), è meno grasso (contiene solo il burro di cacao naturalmente presente nella fava di cacao), è lavorato a bassa temperatura (alterando meno le proprietà del cacao). Inoltre è diventato un prodotto tipico della città di Modica che noi coniughiamo anche con altri prodotti siculi come gli agrumi, la frutta secca, la manna, il sale marino, pur arrivando in origine dal Centro America: è un segno della globalizzazione e degli intrecci di cui l'umanità è sempre vissuta e quando lo si degusta si dovrebbe sentire anche questo sapore!

Per i nostri amici che volessero maggiori informazioni sul cioccolato etico, quali siti/video/materiali consiglieresti per iniziare?

I due documentari citati sopra di Miki Mistrati fanno vedere quello che vorremmo cambiare. Noi abbiamo pubblicato due libri utili per approfondire il cioccolato "Pane e cioccolato" scritto da me con lo chef Peppe Barone e "Cioccolose fiabe" con un cdrom ricchissimo di informazioni sul cacao da tutti i punti di vista e proposte didattiche. Entrando poi in una qualsiasi Bottega del Mondo si possono avere altre informazioni, così come visitando il sito di Altromercato e cercandovi informazioni sui produttori di cacao.

In una frase, perché allora dovremmo scegliere il cioccolato Quetzal? :)

Vi accompagna in una ricchissima avventura intorno al cioccolato, che fa bene sia a chi lo mangia che a chi lo produce (nel Sud del mondo e in Sicilia)!

Quindi, il cioccolato Quetzal non può che essere la scelta giusta...e sul nostro marketplace etico...

 

IL CIOCCOLATO QUETZAL LO TROVI QUI

 

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